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Cosa mi manca per essere felice?
di Thunder
Caldo africano. Il condizionatore a stecca è un palliativo miserabile. Il sudore mi appiccica la schiena e il sedere.
Finisco la mia consueta sessione di lavoro giornaliera. Una volta lavoravo anche dodici ore di seguito senza avvertire stanchezza. Ora, dopo tre-quattro ore di computer, sono spossato. Mi prendo una pausa, un po' di spazio per me. Relax. Clicco su "Preferiti", scorro la lista. Eccolo: www.iovivoiovivro.it Invio. Parte la musichetta. La ascolto tutta fino in fondo, come sempre, anche se il finale mi chiama qualche lacrima. E' ipnotica: mi torna alla mente nell'arco della giornata, nelle situazioni più disparate.
Tipo la sera, prima di addormentarmi, quando ho issato a fatica le mie gambe sul letto e, sdraiato, osservo il soffitto, sul quale i lampioni della strada sottostante disegnano strane figure di luce diafana. Cosa mi manca per essere felice? E' semplice: mi manca tutto. Mi manca tutta la mia vita di "prima", di quando credevo ancora di avere una vita davanti, anziché dietro (in tutti i sensi). Mi manca fare l'amore in modo decente, mi mancano i giri in vespa sulle colline dell'entroterra, mi mancano le nuotate in mare alle sette di sera, mi mancano le serate in discoteca con gli amici, mi mancano le mie adorate passeggiate in montagna. Mi mancano i boschi. Danton, prima di essere ghigliottinato, fece una strana richiesta, un bizzarro ultimo desiderio: "Fatemi vedere un albero". Io lo capisco. Fate vedere un albero anche a me. Eppure non sono infelice. Vivo immerso in una sorta di incoscienza atarassica, di placida serenità che non so neppure io da dove venga. Un dono, non c'è dubbio. Mi viene in mente un dialogo dell'assurdo con il mio amico Gianni, di tanti anni fa. "Come va?", mi chiese. "Non tanto bene, sono un po' depresso" "Beato te, io non ho tempo". Forse mi succede la stessa cosa. Con tutto quello che ho da fare, per essere infelice proprio non ho tempo. Cosa mi basta per essere felice? Niente di speciale, basterebbe una telefonata. "Pronto, parlo con il signor Stagnaro?" "Sì, sono io, chi parla?" "La chiamo dall'Ospedale Molinette di Torino. Abbiamo trovato la cura. Fissiamo un appuntamento per cominciare la terapia?" "E' uno scherzo?" "Niente affatto. Abbiamo trovato la cura davvero. Una botta di culo incredibile, ma è tutto vero. Quando può venire?" "Oggi" Chiedo troppo?
Ciao,
Thunder
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